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Marchesani
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I mwbgMarchesani sono una famiglia d'antica nobiltà centro-italiana.

Contents


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Le origini

Le origini più antiche della famiglia Marchesani possono essere individuate etimologicamente nella regione della mwcgMarca Anconitana (le attuali mwcwMarche); tuttavia un'antica documentazione rinvenuta dallo storico vastese Carlo Marchesani presso l'mwdqArchivio di Stato di Genova attesta la presenza di una notabile famiglia mercantile Marchesani anche in mwdgProvenza.

Un'accuratissima indagine storica sulla famiglia è svolta da A. Iorio nel saggio mweaMemorie storiche della famiglia Marchesani contenuto in mweqStudi meridionali voll. 11mweg – 12.

Iorio afferma che «la famiglia Marchesani […] può essere annoverata tra le più illustri del mwfaRegno di Napoli perché fiorì con distinta nobiltà nel XII secolo nel ducato di mwfqApulia; nel XIII nel Principato di mwfgSalerno e successivamente in mwfwSicilia e nel mwgaPiemonte. Dal XV all'XVII, come risulta con chiarezza dai documenti d'archivio, fu presente nell'mwgqAbruzzo Citra, nel Contado di mwggMolise ed in Terra di Lavoro come attestano anche numerosissime fonti storiche, fino ad ora trascurate, di non dubbia fede e le numerose e nobili parentele documentate dai trattati di araldica e genealogia». Con riguardo alla provenienza della famiglia lo Iorio aggiunge che «fino a non molto tempo fa si riteneva che i Marchesani, di origine spagnola, fossero giunti in Italia come “uomini d'arme” al seguito del mwgwRe Martino I, detto il Vecchio (mwha1356 – mwhq1410), che nel mwhg1392 accompagnò in Sicilia il figlio mwhwMartino il Giovane per aiutarlo nella lotta contro i nobili siciliani ribelli. mwiaSenonché scrupolose e lunghe ricerche […] mi hanno consentito di stabilire con assoluta certezza che il casato Marchesani possedeva feudi, detti mwiqin demanium o mwigin capite, perché rilevati direttamente dal Re o dalla Curia, sin dall'epoca normanna».

I feudi

Nel XII secolo un JOHANNES MARCHISANUS, che secondo alcuni studiosi (CARRELLI) partecipò alla III Crociata, era barone di un feudo nel Contado d'mwjqAndria e di mwjgBitonto (mwjwBari). Nel mwka1505 i legittimi discendenti del barone del Contado d'mwkqAndria e di mwkgBitonto furono iscritti alla nobiltà barese. Sempre nel XII secolo i Marchesani erano tra i Casati più in vista nel Principato di mwkwSalerno, giacché avevano ricevuto direttamente dal Sovrano il titolo cavalleresco di miles. Nel XIII secolo membri del mwlaCasato sono citati come alti dignitari presso re e principi. Nel mwlq1290 un GIOVANNI MARCHISANO è ambasciatore del mwlgPrincipato di Salerno. Nel mwlw1297 si rinviene un RICCARDO MARCHISANUS, esattore presso il Re di Sicilia mwmaCarlo d'Angiò. Nel corso dei secoli XIII e XIV «i Marchesani ebbero sempre dai Sovrani grande protezione perché ricoprirono prestigiosi incarichi anche fuori dal regno. Inoltre la facilità con la quale erano ammessi a Corte conferma la loro influenza nella città […] Nel XIV secolo un Barone Marchesano possedeva il mwmqcastello di Châteaneuf sito nella piana detta della Morea […] pertanto la presenza di un Marchesano indica chiaramente l'importanza assunta nel XIV secolo dalla nobile famiglia salernitana», secondo Iorio.

La discendenza abruzzese

Lo IORIO concentra infine la sua attenzione sul ramo abruzzese del nobile Casato: «storicamente i Marchesani comparvero per la prima volta nell'mwnaAbruzzo Citra (nona provincia del mwnqRegno di Napoli) nel corso della prima metà del secolo XVI e precisamente a mwngRoccacinquemiglia». Qui la famiglia si radicò per secoli, lasciando numerosissime testimonianze storiche e artistiche (vedi IORIO). Il Casato ebbe nel corso del XVI il possesso di numerose baronie in mwnwAbruzzo e mwoaMolise: mwoqCastel di Sangro, mwogRoccaraso, mwowCastel del Giudice, mwpaPizzone, mwpqCerro al Volturno, mwpgSan Vincenzo al Volturno, mwpwCastelpizzuto, mwqaRivisondoli, mwqqVastogirardi, Cameli, mwqgCarovilli, mwqwFrosolone, Castel S. Vincenzo, mwrqCaccavone, mwrgPietrabbondante, Tenzonoso e Colle Stefano, mwsqScanno, mwsgPescocostanzo, mwswCasalcipriano.La famiglia Marchesano tenne come feudo anche Castrovalva.

Fra il XVII e il XVIII secolo, con la progressiva crisi del sistema feudale, un ramo della famiglia dovette inurbarsi da Pietrabbondante in Vasto, rinunciando conseguentemente ai titoli, ma mantenendo uno status elevato.

Il ramo vastese

Come detto proprio nella città di mwtwVasto (CH) un'importante parte della famiglia Marchesani, proveniente da mwuaPietrabbondante, dovette inurbarsi e imborghesirsi fra il XVII e il XVIII secolo. Preme sottolineare che le importanti cariche e professioni raggiunte dai membri della famiglia, che di seguito elencheremo, testimoniano la permanenza di un rango molto elevato nel nucleo familiare ancorché non più nobile (sebbene i matrimoni con esponenti della nobiltà vastese non furono rari).

Autore di un'importante "Storia di Vasto" fu LUIGI MARCHESANI (mwug1802-mwuw1870), medico e storico, personaggio molto influente nella sua città. Della sua testimonianza ci avvarremo ora per la ricostruzione dei principali nuclei familiari presenti nel Comune. Capostipite del ramo vastese sembra essere un VINCENZO MARCHESANI (seconda metà del XVII secolo). Alla seconda generazione vastese appartengono un FRANCESCO MARIA MARCHESANI (nato nel mwva1756 e figlio di Rosa Palumbo), notaio, FEDERICO MARCHESANI, NICOLA MARCHESANI, giudice, FRANCESCO ANTONIO MARCHESANI (figlio di Rachele Mancini). Figli di FRANCESCO MARIA furono: CESARE (avvocato), ANTONIO (sacerdote), ENRICO (morto in Russia con Napoleone), GIUSEPPE, FILOTEO. Dal matrimonio tra FRANCESCO ANTONIO ed Elisabetta Giacomucci, nobile, nacquero: LUIGI (medico e storico), POMPEO, VINCENZO (notaio), ANICETO, ROBERTO, ALFONSO. Oltre ad Enrico, altro esponente della famiglia che dovette scontrarsi con la Grande Storia fu un GAETANO MARCHESANI, nato nel mwvq1842 e morto nel mwvg1866 durante la famosa mwvwbattaglia di Lissa.

Personalità illustri

• Giovanni Battista Marchisani, decano della mwxaSegnatura di Giustizia dello Stato Pontificio;

• Francesco Maria Marchesani (n.1756), notaio e avvocato vastese;

• Nicola Marchesani, dottore di leggi vastese;

• mwzqLuigi Marchesani (1802-1870), medico vastese e autore di una pregevole mwzgStoria di Vasto (1838);

• mwaqMario Marchesani (1908-1991), generale italiano;

• mwbaPietro Marchesani (1942-2011), traduttore e professore universitario italiano;

Parentele illustri

I Marchesani furono imparentati con le seguenti famiglie nobili del Regno di Napoli:

• Comite (di sangue lombardo)

• mwdaD'Alessandro (famiglia nobile napoletana ammessa all'ordine di Malta)

• Della Posta (originaria di Foggia e ammessa nell'ordine di Malta)

• mwegDe Raho (di origine normanna)

• Corvi

Lo stemma

Lo stemma di famiglia è costituito da uno mwfwscudo (cioè la formella base) di forma ovale con ampie mwgavolute; al centro figura una torre merlata alla ghibellina, torricellata e merlata, che nel linguaggio araldico indica la forza. È accostata da due marchi di mwgqstadera (uno per lato). Lo scudo è sormontato da una testa di uomo con mwggcollarino alla spagnola, racchiuso da volute. Da ciò si deduce facilmente che l'arma dei Marchesani significa “marchi sani”, cioè precisi in quanto danno il peso esatto. Poiché la bilancia in araldica significa giustizia, equità e moderazione, secondo Iorio i Marchesani fecero dell'onestà e della precisione la loro bandiera.

Bibliografia

• CARRELLI, G. Hauteville, Quarrel e Cavalieri delle Due Sicilie Crociati in Terrasanta. In Rivista Araldica di Roma, 1923.
• IORIO, A. Memorie storiche della famiglia Marchesani. In Studi meridionali, voll. 11mwhw – 12, 1978.
• MARCHESANI, L. Storia di Vasto. Napoli, 1838.